👉 Dopo oltre due giorni di navigazione sono giunti in Israele Thiago Ávila e Saif Abukeshek, i due membri della Global Sumud Flotilla catturati mercoledì notte insieme ad altre 173 persone ma non rilasciati a Creta come i propri compagni. Le autorità israeliane hanno trattenuto i due sulla corvetta della marina e li hanno portati nel carcere di Shikma dove sono arrivati ieri mattina.
‼️ Entrambi hanno raccontato le brutalità dell’esercito israeliano: Ávila, con passaporto brasiliano, è stato trascinato per l’imbarcazione con il volto a terra e ripetutamente picchiato dai militari al punto di essere svenuto due volte. «Quando l’ho incontrato era pieno di lividi ben visibili su tutto il corpo e sull’occhio sinistro che era tumefatto. Ora si trova in una cella priva di finestre», racconta Lubna Tuma, l’avvocata dell’associazione legale israelo-palestinese Adalah che gli ha fatto visita.
«Da quando è stato catturato a largo della Grecia è stato messo in isolamento, con le mani legate e bendato. È stato interrogato dallo Shin Bet, il servizio di intelligence israeliano, che lo ha accusato di essere affiliato ad un’organizzazione terroristica. Poi gli hanno detto che lo avrebbe interrogato anche il Mossad, i servizi esteri. Tuttavia quando abbiamo chiesto informazioni sui loro capi d’accusa, si sono rifiutati di darcele», prosegue Tuma.
Lo stesso trattamento è stato riservato ad Abukeshek, cittadino spagnolo e svedese, nato a Nablus in Cisgiordania.
⚠️ Entrambi erano partiti da Augusta a bordo della Eros 1, battente bandiera italiana. E da lì la notte di mercoledì sono stati prelevati e portati in Israele. Dunque in base al diritto del mare i due si trovavano sotto la giurisdizione italiana, un principio ribadito anche all’interno dello stesso codice di navigazione italiano.
Pertanto spetterebbe a Roma adottare tutte le misure possibili per prevenire che ne vengano violati i diritti fondamentali:
la proibizione della tortura e il rischio per la vita.
✊🏾🇵🇸 Dal carcere, Thiago Ávila, ha dettato questa lettera al suo avvocato:
“Cara Teresa,
mi dispiace di non essere a casa con te in questo momento.
Purtroppo tuo padre, tua madre e tante persone in tutto il mondo hanno compreso il compito storico che abbiamo la responsabilità di portare a termine.
Oggi più di un milione di bambini stanno subendo un genocidio, vengono lasciati morire di fame, subiscono amputazioni senza anestesia e soffrono a causa di idee orribili e cariche di odio, pur non sapendo cosa siano il sionismo e l’imperialismo.
Sono sicuro che ti manco moltissimo, e anche tutte le madri e i padri dei bambini palestinesi sentono terribilmente la loro mancanza e darebbero qualsiasi cosa per vivere una vita di amore, felicità e gioia che ogni essere umano merita, indipendentemente da razza, religione, etnia o qualsiasi altra caratteristica.
Il tuo mondo sarà più sicuro perché molti genitori hanno deciso di dare tutto per costruire un mondo migliore per te.
Spero che un giorno tu possa capire che, proprio perché ti amo così tanto, non c’era nulla di più pericoloso per te e per gli altri bambini che vivere in un mondo che accetta il genocidio.
Ti prego di ricordare tuo padre come la persona che ti cantava e suonava la chitarra per farti addormentare. E quando crescerai, la tua mamma ti dirà anche che tuo padre era un rivoluzionario e che, anche di fronte alle persone più terribili al mondo — Donald Trump, Benjamin Netanyahu e Itamar Ben-Gvir — è rimasto saldo nella convinzione di costruire un mondo migliore.
Per favore, non dimenticare la Palestina!
Con tutto il mio amore,
Thiago Ávila”
