Picconate alla mitologia sionista. Citazione 2. “Il muro di ferro”.

Ecco un altro estratto tratto sempre dalla stessa ricerca.

È una citazione dall’ opera “Sul muro di ferro” scritta nel 1923 dal sionista fascista Zabotinskij.

La linea poltico-strategica appariva già chiara 100 anni fa.

«Non si può parlare di una riconciliazione volontaria tra noi e gli arabi palestinesi. Né ora, né in un prossimo futuro. […] Provate a trovare anche un solo esempio in cui la colonizzazione di un Paese sia avvenuta con il consenso della popolazione nativa. Un tale evento non è mai accaduto. […] I conciliatori tra di noi cercano di convincerci che gli arabi sono un qualche genere di sciocchi che possono essere ingannati con formulazioni “ammorbidite” dei nostri obiettivi fondamentali. Rifiuto questa visione degli arabi palestinesi. […] Sentono per la Palestina almeno lo stesso istintivo amore geloso che gli antichi aztechi sentivano per il loro Messico o qualsiasi Sioux per le sue praterie ondulate. […] Ogni popolo indigeno del mondo resisterà ai colonizzatori fino a che vi sia la minima speranza di potersi liberare dal pericolo di venire colonizzato. Questo è ciò che gli arabi in Palestina stanno facendo, e ciò che continueranno a fare finché rimarrà una flebile scintilla di speranza di riuscire a impedire la trasformazione della “Palestina” nella “terra di Israele”. […] La nostra colonizzazione deve fermarsi oppure deve continuare a dispetto della volontà della popolazione nativa. Ciò significa che può continuare e svilupparsi solo dietro la protezione di una forza, un muro di ferro che la popolazione locale non potrà infrangere. Questa è la nostra politica araba»

N.d.r. Ecco a voi il sionismo!

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