DEFLORIAN (qualche volta) PARLA MA (sempre) TACE SULLE COLLABORAZIONI IN CORSO
A fine maggio, con un editoriale per il giornale online Unitrento Mag, Deflorian ha smentito categoricamente le accuse mosse a lui e all’Ateneo di complicità col genocidio («aberranti calunnie»), informandoci che l’Ateneo è «per la Palestina» e che «ha cercato di sostenere concretamente il popolo palestinese». In che modo? Fornendo «supporto alla didattica universitaria da remoto», ovviamente «finché è stato possibile», istituendo un dottorato sui “Peace Studies” e promuovendo «incontri sul tema della pace». Parole e azioni piuttosto deboli per sostanziare quell’avverbio “concretamente”, che ben altro significa. Aggiunge inoltre che le collaborazioni con le «istituzioni di ricerca e formazione israeliane» sono al momento inattive, anche se lui spera di «poter[le] riprendere in futuro». Ma Deflorian, sorvolando elegantemente alcuni fatti, fa di una mezza verità una piena bugia.
Comodo infatti scordarsi di un progetto dal nome “Safe U-Comm”, per lo sviluppo di comunicazioni subacque in ambito militare, portato avanti con il supporto della NATO e, per Unitn, del Manta Lab del Disi (Dipartimento di Ingegneria e Scienze dell’Informazione), che si è concluso nel 2024, nel pieno dei bombardamenti su Gaza.
Comodo scordarsi del progetto SHIELD, sempre sulla sicurezza militare delle comunicazioni sottomarine e sempre coi finanziamenti NATO, iniziato a marzo 2025 e che si concluderà nel febbraio 2028.
Comodo scordarsi che il 1° luglio verrà avviato, sempre con il Disi, il progetto TRUMAN legato allo sviluppo dell’IA, che ha tra i partner IBM Israel che fornisce tecnologie funzionali al controllo dei palestinesi e che collabora con l’esercito israeliano. Tanto da circolare, tra i dipendenti di Unitn, una raccolta firme per chiedere lo stop al progetto. Giusto per smentire quel clima da Peace and Love con cui Deflorian vuole rassicurarci o rabbonirci. Infatti: anche questi progetti rientrano nei «temi di pace» di cui scrive?
Altri dati consolidano l’immagine dell’Università come “luogo di guerra”, ossia la più generale presenza dentro l’Ateneo di Leonardo e di altre aziende belliche (Iveco Defence, Fincantieri…), che finanziano e partecipano ai programmi di dottorato e ad eventi di orientamento post-laurea come il Career Fair.
Pertanto, se Deflorian vuole che si smetta di associare il suo nome e quello dell’Università di Trento al genocidio e alla guerra, si adoperi per la cessazione immediata di tutti i progetti e le collaborazioni tra Unitn e Israele, nonché per l’uscita di tutte le aziende belliche dai dipartimenti, fornendone prove ben più solide delle sue fumose dichiarazioni.
Riprendiamo con forza l’opposizione alle collaborazioni trentine col genocidio e colla guerra, come forma concreta di solidarietà alla resistenza palestinese!
16 giugno 2025 Assemblea di solidarietà con la resistenza palestinese