GIÙ LE MANI DALLA FAMIGLIA!

Pubblichiamo il nostro testo di critica al convegno sulla famiglia che si terrà a Verona questo sabato!

GIÙ LE MANI DALLA FAMIGLIA!

Non ci sembra servire la famiglia chi sostiene un modello di famiglia occidentale, bianca,cristiana, benestante, eterosessuale, niente affatto naturale, bensì determinata da precisi e feroci processi economici, sociali e culturali, storicamente noti e definiti come capitalismo.Non è “amore” per la famiglia. È una strategia che ricorda sinistramente l’intreccio fra tradizionalismo, nazionalismo e grande capitale sfociato nella feroce e meschina esperienza del nazismo, del fascismo e della Repubblica di Salò: la Seconda Guerra Mondiale.Le politiche antipopolari degli ultimi trent’anni – servi di destra e di “sinistra” della religione neoliberista (per intenderci da Prodi a Renzi, passando per Berlusconi, fino all’attuale governo giallo verde) – hanno distrutto ogni passata effettuale solidarietà. Nell’attuale momento storico, la vita sociale è vampirizzata dalle multinazionali del “libero mercato” che, in quanto “libero”, si è insediato come elemento dominante in ogni momento della vita e della morte di bambini, vecchi, donne e uomini. Parlano di famiglia e contemporaneamente smantellano il Welfare State con i tagli ai servizi pubblici di cura, di conciliazione e di assistenza: nidi, assistenza domiciliare, strutture per anziani, mense,consultori, assegni famigliari assolutamente insufficienti. Miserabile formalismo!Infamia che carica sulle spalle delle donne, già precarizzate ed impoverite da bassi salari e disoccupazione, l’assenza di politiche familiari (l’1,2% delle famiglie italiane detiene il 21%della ricchezza prodotta in questo paese; a livello mondiale l’1% delle famiglie detiene circa il 45% della ricchezza).I veri difensori di ogni tentativo di riprodurre con amore e nell’amore la specie lottano contro il neoliberismo, non contro le sue vittime! Negando la storicità di ogni modello familiare, si nega la possibilità di un diverso e liberato futuro di ricerca e creazione di una nuova storia, qualunque espressione essa assuma.Predicare la sfiducia, quando non addirittura l’odio, verso l’omo/transessuale, l’emarginato;attaccare i diritti delle donne; erigere il nazionalismo a sistema di pensiero; strumentalizzare diversità culturali; tentare di imporre parole d’ordine come “prima le famiglie tradizionali”,”prima gli italiani”, “prima noi” al solo scopo di difendere il proprio benessere, vero o presunto che sia, è una trappola che nasconde le guerre del neoliberismo contro l’umanità. La più crudele delle ingiustizie!Lottare contro l’aggressione globale all’ambiente, con le tragiche conseguenze climatiche:ecco la sfida più radicale al capitalismo, oggi, perché ci sia un domani.Disoccupazione; lavoro precario; bassi salari, più bassi per le donne; intensificazione dei ritmi di lavoro: il lavoratore ideale è uno schiavo ricattato con la minaccia di perdere il lavoro, a cui estorcere la maggior ricchezza possibile. Riduzione della scuola pubblica a un feroce classismo, programmando l’ignoranza di ogni dimensione storica. Della sanità semi-privatizzata non parliamo, perché auguriamo a tutti, noi compresi, di non averne bisogno.Privatizzazione dei beni pubblici a cominciare dall’acqua. Disprezzo, intimidazioni e botte a chi è diverso, ai difformi, alle donne, agli omosessuali, alle lesbiche, ai trans-sessuali. Cpt in cui viene rinchiuso qualunque cittadino straniero “colpevole” di non avere documenti in regola,nuovi lager che umiliano la dignità delle persone e della giustizia. Pestaggi agli immigrati,assalti ai centri sociali; controllo e aggressione a ogni pratica di opposizione all’esistente.È il momento dell’impegno morale, culturale, civile e politico: reagire e moltiplicare le lotte sociali e politiche, accomunandosi contro il fascio-leghismo. Sentiamo il dovere di scendere in piazza con una vasta azione per la giustizia sociale, a cominciare dalla redistribuzione della ricchezza, primo e necessario passo per un radicale rovesciamento dell’attuale modo di produzione e di consumo.

“MA ALLA POVERA MENSA È CONVITATO L’ONORE,DAL DIROCCATO STAMBUGIO ESCE INDOMITA LA GRANDEZZA” B. Brecht

Collettivo Be-Brechtwww.collettivobebrecht.it

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