INTERVENTO RADIOFONICO DI FRANCESCO ESPOSITO NEL 1999 AD UN DIBATTITO ALLA RAI SEDE REGIONALE DI TRENTO CONTRO LE GUERRE NATO IN IRAQ, KOSSOVO E SERBIA

INTERVENTO RADIOFONICO DI FRANCESCO ESPOSITO NEL 1999 AD UN DIBATTITO ALLA RAI SEDE REGIONALE DI TRENTO CONTRO LE GUERRE NATO IN IRAQ, KOSSOVO E SERBIA

Utilizzerò il tempo concessomi, quattro minuti, per parlare contro la guerra in corso. La guerra aerea per ora della NATO, Alleanza istituzionalmente deputata alla difesa, trasformata in alleanza offensiva senza che nessuno dei parlamenti europei in carica l’abbia potuto discutere o, i popoli chiamati in causa, potuto decidere. Dittatura aperta del capitale finanziario, democrazia meramente formale.
Questa guerra sta portando atroci sofferenze alle popolazioni civili coinvolte. I popoli del Kosovo e della Serbia.
Questa guerra ha determinato una serie di disastri ambientali sulle cui conseguenze si sente dire poco o nulla. Raffinerie in fiamme, fabbriche bruciate insieme agli operai che le presidiavano come fonte del loro lavoro. Fabbriche chimiche colpite i cui fumi mossi dai venti spargono i loro veleni sull’Europa. 500mila profughi kosovari usati come carne da macello destabilizzante. Prevedibilissimi. Senza che i loro benefattori abbiano preparato qualcosa di decente e di serio per accoglierli. Né sul posto, né nei paesi Nato.
E intanto il Kosovo dove i Kosovari dovrebbero tornare è ridotto come la Serbia, ad un mortale immondezzaio chimico e radioattivo. Tonnellate di bombe all’uranio impoverito, attivo per almeno 500mila anni. Cancro ai polmoni, leucemia, neonati deformi, il tutto su vasta scala.
In Iraq è già accaduto a più di 500mila persone. Stime precise non ce ne sono dato l’embargo.
19.000 soldati americani soffrono degli stessi mali. Parteciparono alla guerra del Golfo. Non furono avvertiti dei pericoli che correvano e che erano noti alle alte gerarchie civili e militari. Nessuna assistenza per loro. Il governo americano non riconosce, per ovvie ragioni, questa sindrome.
Per tentare di capire è essenziale ricordare che l’Occidente capeggiato dagli Stati Uniti, in tempo di pace, in nome del dio mercato e dei privilegi di pochi, condanna alla miseria, alla fame, all’ignoranza, ad una vita indegna i quattro quinti dell’umanità, saccheggiando risorse e degradando l’ambiente.
Con questa guerra l’Occidente manda a dire al mondo che la violenza delle armi, figlia prediletta dell’apparato tecnologico e industriale, è l’argomento chiave, il bastone sempre pronto, con cui affronterà qualsiasi tipo di squilibrio e di scontro, frutto del suo dominio e dell’implacabile logica del mercato. Una prospettiva inaccettabile agli uomini che non vogliono perdere contatto con la loro umanità.
Questa guerra è un lutto per la democrazia italiana. Con atteggiamento eversivo, accettato dai vertici, il governo D’Alema e dei suoi colpevoli sostenitori ha stracciato tre articoli della Costituzione, l’11, il 78, l’82, essenziali perché riguardano la guerra. Il primo governo italiano guidato da un uomo di sinistra porta l’Italia in una guerra offensiva. Insieme ai suoi colleghi di sinistra Francia, Germania, Inghilterra. Questa sinistra è morta. Fornisce lacchè in livrea governativa alla dittatura del capitale finanziario.

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